Tanta neve, tante foto (seconda parte)

La neve è ormai passata, le foto sono rimaste nel mio computer in attesa di essere guardate, modificate, pasticciate.
Direte: “Ma come sei antico! Dovresti usare Instagram!” Verissimo, chiederò a mia figlia Chiara di tenermi un corso privato.
Intanto però continuo per la mia strada, se non altro per dimostrare che, volendo, puoi dare un sapore diverso alle tue foto con altri strumenti, magari ottenendo effetti nuovi e migliori.
E’ un po’ come sostenere che Internet non è solo Facebook.
ombrelloni nella neve
Foto scattata con una compatta di una certa qualità, con la caratteristica di poter usare il formato RAW oltre al classico JPEG.
La scena era intrigante ma penso che salire al piano superiore per scattare sia stata una mossa vincente: non sarebbero risultate così evidenti le orme nella neve.
E’ interessante il contrasto dei colori degli ombrelloni (elemento sicuramente estivo) e il bianco della neve (sicuramente invernale).
Samsung WB2000, 1/350 s, f/5.5, ISO 100, -0.30 eV, 7.5 mm.


SiroloLa costruzione che si vede tra gli arbusti è una fornace come ce ne sono diverse intorno al Monte Conero.
Servivano per cuocere le pietre estratte dalle vicine cave per la produzione del cemento.
Questa è stata restaurata e ospita, a fianco, un ristorante.
La foto è stata abbondantemente tagliata in basso e in alto per lasciare solo gli elementi che mi interessavano, le bacche rosse, la neve e il camino della fornace che contrasta cromaticamente con il resto.
L’uso di una focale da medio grandangolo (29 mm) e il diaframma relativamente stretto (f/14) hanno permesso di avere a fuoco sia le bacche che la fornace.
Ho usato anche un’alta sensibilità  (800 ISO) a causa della scarsa luce della giornata.
NIKON D700, 1/800 s, f/14, ISO 800, 0.00 eV, 29 mm.

ginestra nella neveUna ambientazione abbastanza strana per una ginestra.
Devo ricordarmi di andare a fotografare la stessa ginestra quando sarà nel pieno della fioritura e poi mettere fianco a fianco le due foto.
In uno scatto come questo è importante la nitidezza per cui bisognerebbe prestare attenzione alla messa a fuoco e usare un tempo di esposizione abbastanza rapido per evitare l’effetto mosso. E’ importante ricordare che il tempo da utilizzare per evitare il mosso è funzione della lunghezza focale utilizzata. Una vecchia regola diceva: se usi un tele da 250 mm hai bisogno di un tempo di esposizione di almeno 1/250 di secondo, se usi un grandangolo da 30 mm puoi spingerti fino ad 1/30 di secondo (le lunghezze focali sono riferite al formato Leica, guarda il glossario alla voce FF).
Oggi, con stabilizzatori e formati ridotti,  la regola va reinterpretata.
NIKON D700, 1/1600 s, f/8, ISO 800, 0.00 eV, 24 mm.

il pino feritoSappiamo bene che la neve fa anche dei danni: ha schiantato molti rami e anche qualche tronco, specie di pini.
Questa foto è stata scattata lungo la discesa da Sirolo alla spiaggia di San Michele. Man mano che scendevo diminuiva la neve e cresceva la “fanga”.
Ho aumentato leggermente la saturazione cromatica per dare maggiore risalto alla “ferita” del pino.
NIKON D700, 1/125 s, f/5, ISO 800, 0.00 eV, 55 mm.

 

 

gattonero, neve bianca

Nella prima parte di “Tanta neve, tante foto”, parlavo di un cane nero e invece è spuntato un gatto.
Scattando questa foto il sistema autofocus della mia fotocamera sembrava completamente impazzito, non so se per il freddo, il troppo contrasto (???) o la diffidenza verso i gatti neri.
Questo scatto sembra abbastanza nitido e ho beccato anche la lingua che si lecca i baffi…
In post produzione ho cercato di dare maggiore evidenza agli occhi e alla lingua del gatto.
L’obiettivo usato è un Nikkor 70-300 mm, 1:4.5-5.6 stabilizzato.
NIKON D700, 1/500 s, f/7.1, ISO 1600, 0.00 eV, 300 mm.

Sirolo e le luci dal basso
L’illuminazione dal basso della piazzetta di Sirolo creava uno strano effetto con la neve.
Ho cercato di catturarlo in questa foto.
Praticamente ho scattato alla cieca perché ginocchia e schiena erano ormai bloccate da freddo, stanchezza e anagrafe.
Ho impostato alta sensibilità, focale corta (grandangolo), modo Program (nel senso di “cara fotocamera vedi un po’ tu cosa riesci a fare”), sottoesposizione di 2 stop per dare maggior peso alle luci rispetto al resto, ho abbassato la fotocamera fino ad una trentina di cm da terra e ho fatto 4 o 5 scatti senza guardare nel mirino e nel display.
Questo è il risultato.
NIKON D700, 1/320 s, f/5, ISO 1600, -2.00 eV, 24 mm.

di corsa a casa
Il bianco/nero e la bassa luminosità vogliono dare una sensazione di freddo.
Il passante dalla lunga falcata e che si chiude la giacca al collo, il negozio illuminato e a colori dovrebbero far sentire una voglia pressante di correre al caldo a casa.
Ovviamente foto scattata al volo e senza tanti sofismi, elaborata in post-produzione con Photoshop.
NIKON D700, 1/320 s, f/5.6, ISO 1600, -2.00 eV, 24 mm.


vicoli di Sirolo con la neve vicoli di Sirolo con la neve

Tre foto con lo stesso soggetto: i vicoli di Sirolo pieni di neve.
In realtà il tema sarebbe un altro, esaltato dalla neve: la luce dei lampioni (calda) e quella fredda e bluastra della sera che scende.
Grande lavoro della fotocamera che non ha pasticciato con il bilanciamento del bianco e la temperatura colore (vedi il glossario, se vuoi).
NIKON D700, ISO 1600, -0.67 eV.

sognoE qui cominciamo con i pasticci…
Photoshop è tentatore e, forse, ogni fotografo è un pittore mancato.
Si prende una foto un po’ banalotta e si comincia a giocare con HDR, saturazione, sfocature, ecc.
“Take a sad song and make it better”- Hey Jude – Lennon/McCartney.
E questo è uno dei mille possibili risultati.
Si tratta sempre di Sirolo, la piazzetta del Ristorante Rocco, un posto che invita a sognare anche dal vero e in tutte le stagioni.
Penso che i dati di ripresa contino poco e non li metto.

mercato pubblico - ancona

 

 

Sempre immersi nella più lunga nevicata che io ricordi ad Ancona ma il giorno dopo, in giro per la città.
Sono due fotogrammi scattati il primo ad altezza d’occhio, il secondo verso l’alto.
Sono uniti con Photoshop con la tecnica del panorama.
Il risultato era già abbastanza distorto, ho aggiunto l’effetto fish-eye e la sfumatura sui bordi.
A me piace questo risultato finale.
NIKON D700, 1/250 s, f/8, ISO 800, -0.33 eV, 24 mm.

mercato pubblico, retro - ancona

 

 

Ancora il Mercato Pubblico di Ancona conosciuto come Mercato delle Erbe in una vista laterale.
E’ una bella struttura liberty in vetro e ghisa degli anni venti, proprio nel centro di Ancona ma un po’ nascosta.
Meriterebbe maggiore considerazione.

Questa è una cosiddetta  elaborazione HDR (High Dynamic Range).
Lo scopo sarebbe quello di avere tutte le aree del fotogramma con una completa resa tonale, cioè le aree innevate devono avere toni dal bianco al grigio scuro, ma anche le aree in ombra come la parete in ghisa e vetro devono avere bianchi e neri.
mercato delle erbe - anconaSe si spinge l’elaborazione, si ottengono effetti come questo.
Nelle ultime versioni di Photoshop c’è una funzione apposita ma io ho preferito usare Shadows/highlights e saturazione per controllare meglio il risultato.
Ma come sarebbe la foto senza elaborazione? Più o meno così.
NIKON D700, 1/320 s, f/9, ISO 800, -0.33 eV, 24 mm.

 

 

Instagram ha avuto un successo straordinario, tanto è vero che Facebook se l’è comprata per una cifra colossale solo per evitare che se ne appropriasse la concorrenza.
Gli ideatori di Instagram hanno avuto l’idea vincente: certe foto acquistano un fascino tutto particolare se trattate nella maniera giusta.
Dai un’occhiata a quelle che seguono.

piazza del plebiscito - ancona piazza del papa

Invecchiamento e cornice cambiano completamente la maniera di percepire questa immagine e la rendono sicuramente più interessante.
Ma è un falso!
Certo! Perché, il cinema è vero?
The Artist, che ha fatto incetta di premi e Oscar, non ha sfruttato fino in fondo questo “trucco”? Per inciso: a me è piaciuto.
Non ho usato Photoshop per questa elaborazione ma un altro programma, se mi lasci un commento o mi scrivi, ti dico quale.

Ed ora il trionfo della neve!
Le foto che seguono le ho scattate il 13 febbraio mattina lungo il sentiero che va dal Poggio a Pian Grande di Monte Conero, eccetto la prima scattata in fase di avvicinamento al Poggio.
Mi sembrava di stare in un altro mondo e avrò fatto più di 400 scatti.
Il che non è detto che sia bene. Di fronte a un ambiente così affascinante e inusuale (almeno per me) si perde concentrazione e si finisce per fotografare tutto perché tutto è bello.

strada innevata

Come al solito tre foto unite in un panorama.
Sono state scattate dall’interno dell’auto senza nessun rischio perché non c’era veramente nessuno.
Il rischio vero in questo caso è che compaiano i riflessi dei vetri dell’auto.
A volte queste foto risultano più interessanti in bianco e nero.
Ecco cosa si ottiene utilizzando in post-produzione un filtro rosso (a sinistra) e un filtro blu (a destra).
Nel primo caso si enfatizzano il cielo, le nuvole e le ombre, nel secondo quasi svanisce il sole e compare una bella nebbia.
NIKON D700, 1/2000 s, f/11, ISO 800, -0.33 eV, 24 mm.

poggio di Monte Conero

poggio di monte conero

L’immagine che segue è formata da 8 fotogrammi e l’originale è costituito da più di 36 milioni di pixel.
Ci si potrebbe stampare un pannello di 4 x 2 m mantenendo il dettaglio di ogni singolo rametto.
Consigliato per chi odia il caldo e non teme una certa sensazione di freddo.
Sembra una cosa eccezionale? Beh, la nuova Nikon D800 può scattare ogni singolo fotogramma con 36 milioni di pixel!
NIKON D700, 1/160 s, f/22, ISO 640, -0.67 eV, 24 mm.
sentiero nella neveneve e luce
Panna e luce che scendono dall’alto e formano una straordinaria colata bianca.
Creando una vignettatura sui bordi ho evidenziato il gioco della luce che filtrava dagli alberi più alti.
Decisamente questo alberello sembrava aspettarmi sul sentiero in posa per me.
NIKON D700, 1/500 s, f/14, ISO 640, -0.67 eV, 120 mm.

neve e cielo

 

Per quanto riguarda i colori Photoshop non c’entra.
Il cielo era così azzurro con le sue nuvolette bianche e in basso tutto era così bianco, con il verde delle foglie che appena si intuisce nelle macchie scure.
NIKON D700, 1/800 s, f/18, ISO 640, -0.67 eV, 24 mm.

 

Forse quando ho scattato le foto che compongono questa immagine non mi ero neanche accorto del raggio di sole in basso a destra.
L’effetto dell’ubriacatura fotogafica mi faceva scattare un po’ a casaccio ma la fortuna aiuta i fotografi.
Ricostruendo l’inquadratura mi è piaciuto trovare da una parte il chiarore del raggio di sole e dall’altra la striscia scurissima del pino.
NIKON D700, 1/125 s, f/18, ISO 640, -0.67 eV, 20 mm.

 

neve e raggioFine della seconda ed ultima parte sulla neve.
Come dicevo ho scattato molto e quindi ci sarebbero altre foto da preparare e commentare ma la cosa diventerebbe noiosa.

Aspetto i vostri suggerimenti per nuovi argomenti.

Dimenticavo l’ultima foto innevata (suggeritemi un buon titolo):
spider rossa nella neve

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento