Archivio di ottobre 2011

Fotografare i borghi

Purtroppo il weekend fotografico del 22 e 23 ottobre 2011 non c’è stato. Il tempo brutto ha scoraggiato molti e molti avevano altri impegni.
Penso che prima della prossima primavera non metteremo niente in cantiere. Se ci sono novità, vi terrò informati.

Anche se questo blog non può sostituire una giornata passata insieme a fotografare e a parlare di foto, ho pensato di scrivere comunque qualcosa sull’argomento borghi e fotografia.

Cosa serve per fotografare dei borghi? Bella domanda! Proviamo a ragionarci insieme. A mio parere gli argomenti interessanti di un borgo sono:

  1. la sua architettura
  2. la natura che lo circonda
  3. le persone che ci vivono ( e anche qualche animale)
  4. la sua atmosfera

Se metti insieme i punti 1, 2 e 3, arrivi subito alla conclusione che ti devi portare dietro tutta l’attrezzatura che hai, compresi gli schermi riflettenti.
Per il  punto 4…, beh, lì non c’è grandangolo che tenga. L’atmosfera la devi sentire sulla pelle e devi trovare il coraggio di bloccarla in qualche scatto. Molto difficile da farsi.

Per quanto mi riguarda, io cerco sempre di essere poco invadente e già mi sento in imbarazzo a girare per casa altrui (tutto il borgo è la casa dei suoi abitanti) con un borsa fotografica a tracolla. Quindi il treppiede lo lascio in auto, non si sa mai.

Per l’architettura e la natura è opportuno avere un buon grandangolo, almeno un 28mm (mi riferisco alle lunghezze del formato Leica, 24×36 mm, quello che prevede un 50 mm come obiettivo “normale”). Spesso i borghi hanno spazi stretti e una visione “larga” aiuta a catturare qualcosa di più di un particolare. Poi ci sono sempre gli strumenti informatici che permettono di mettere insieme più foto per creare un panorama.

Per persone e animali è spesso utile un medio tele, da 100 mm in su, sempre riferiti al formato Leica.

Queste cose oggigiorno le troviamo normalmente in una compatta di medio livello per cui niente paura e sotto a fotografare. C’è da ricordare solo che le compatte cominciano ad andare in crisi quando cala la luce o tentiamo di fotografare in vicoli particolarmente bui. Non pensiamo di usare il flash perché se abbiamo scovato un pizzico di quella tanto ricercata atmosfera, con una “sflashata” lo distruggiamo completamente. Meglio un po’ di rumore nelle zone d’ombra che una foto che sembra fatta in sala operatoria.

Con le digitali non ci sono problemi di pellicola (colore – bianco e nero, bassa – alta sensibilità) ma ricordatevi di giocare con gli ISO se necessario.

Vi propongo qualche mia foto scattata girando, appunto, per borghi,  aggiungendo qualche nota per ognuna. Mi raccomando: non giudicate le foto dalle miniature ma cliccateci sopra per vederle a dimensione più grande o andate nella “Nuova galleria” alla sezione “Borghi” cliccando qui.

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Montefalcone AppenninoScattata a Montefalcone Appennino di mattina molto presto. E’ giocata tutta sulle silhouette nere e i colori del cielo. Per essere sicuri dell’effetto silhouette è bene misurare l’esposizione in base alla luce del cielo o sottoesporre almeno di un diaframma rispetto alla misurazione media. Lo scatto originale ha richiesto solo un taglio più accurato e praticamente niente altro. L’ho realizzata con una Olympus E510, la mia prima reflex digitale. Olympus E-510, 1/320 s, f/7.1, ISO 200, 58 mm.

Smerillo

Smerillo è proprio vicino a Montefalcone Appennino, in una piazzetta si affacciava questo portone con tutti questi fiori.
La foto ha richiesto un piccolo intervento per mantenere i fiori in ombra luminosi e vivi. Olympus E-510,1/160 s, f/7.1, ISO 200,14 mm.

Camminando in autunno

Uno di quei colpi di fortuna che a volte capitano: la ragazza con la giacca rossa passava proprio di lì mentre c’ero anche io con la fotocamera. E’ stato necessario aggiustare un po’ l’inquadratura e calibrare il colore per dargli il giusto risalto mantenendo la verosimiglianza. NIKON D5000, 1/200 s, f/5.6, ISO 200, 105 mm.

Paesaggio con corniceNon facile da realizzare e infatti non è perfetta: il paesaggio è fuori fuoco. I problemi erano diversi, se usavo una focale corta avevo una grande profondità di campo ma il paesaggio marchigiano diventava troppo piccolo, con una focale più lunga non riuscivo ad avere a fuoco i mattoni e il paesaggio. Ho scattato a f/32 rischiando il mosso. Alla fine ho preferito mettere a fuoco i mattoni. Ho fatto altri scatti giocando con tutti i parametri ma mi sono distratto e, spostandomi, ho peggiorato l’inquadratura del paesaggio. Questa è la prima foto della serie, a volte la prima è la migliore. Si tratta di Corinaldo. Nikon D5000, Nikkor 18-105 a 52mm, 1/6s, f32, 200 ISO.

Elcito

ELCITO. Per me posto mitico, un po’ per il nome che sembra uscito da uno Spaghetti Western, un po’ perchè è stato oggetto di alcune tra le mie prime foto, un bianco e nero molto contrastato e sgranato. Niente di particolare, forse conviene sottoesporre di 1/3 o 1/2 stop per non correre il rischio di sovraesporre pietre e case che il sole illuminava ferocemente. Infatti in post produzione ho leggermente recuperato le alte luci. NIKON D700, 1/500 s, f/11, ISO 500, -0.33 eV, 82 mm.

Chiesa di ElcitoE’ la chiesa di Elcito che si presentava in una luce abbagliante. Sono 2 foto unite con una funzione panorama. Ho cercato di mantenere un alto contrasto per esaltare le pietre. La foto ha una leggera intonazione calda che mi sembra si addica bene al soggetto. Da notare la stella cometa, residuo fuori stagione di un addobbo natalizio, che intenerisce l’austerità dell’insieme. NIKON D700,1/640 s, f/13, ISO 500, -0.33 eV, 24 mm.

Chiesa di ElcitoClassico gioco di un tocco di colore in una foto monocromatica. Ho anche dovuto fare in maniera che la Madonnina non risultasse troppo in ombra e quindi praticamente invisibile. NIKON D700, 1/640 s, f/13, ISO 500, -0.33 eV, 24 mm.

Chiesa di ElcitoSi tratta solo di un taglio differente della foto precedente. Fatemi sapere quale preferite. Non ho idea della provenienza della Madonnina ma certo sembra avere un aspetto modernissimo, in netto contrasto con la struttura della chiesa sulla cui solidità è difficile scommettere. NIKON D700, 1/640 s, f/13, ISO 500, -0.33 eV, 24 mm.

Panorama da ElcitoSono 4 foto scattate in verticale e unite come un panorama. Ho voluto documentare quanto sia scosceso il costone su cui sta abbarbicato Elcito e le colline marchigiane in lontananza. Ho preferito non effettuare modifiche per togliere cavi elettrici e simili. Raccomando la visione alla massima dimensione possibile. Qui è stato necessario alleggerire le ombre in primo piano. NIKON D700,1/400 s, f/10, ISO 500, -0.33 eV, 24 mm.

ElcitoQuesta casa di Elcito è un po’ isolata dalle altre e si affaccia proprio sullo strapiombo. Sembra quasi che siano i due fili della luce a tenerla su e a non farla precipitare. Volevo, in qualche maniera, descrivere questa situazione ma direi che non si sono riuscito. Ho tentato con un grandangolare spinto e esaltando la vignettatura per aumentare il senso di isolamento dal resto. Forse mi sarei dovuto concentrare sul prato di margherite. NIKON D700, 1/500 s, f/11, ISO 500, -0.33 eV, 17 mm.

Il PoggioNo, non si tratta delle Dolomiti. E’ il Poggio, proprio quello che sta sopra Portonovo, Riviera del Conero, ma in abito natalizio. E’ il risultato di 5 foto fuse in unica panoramica. Qualche difficoltà è nata in post produzione per bilanciare luci e ombre e trovare la giusta temperatura colore, completamente arbitraria in foto del genere. Qui ho usato un treppiede. NIKON D700, 0.6 s, f/5.6, ISO 1600, -1.00 eV, 120 mm

Mi fermo qui. A presto per la seconda parte ma se volete un anticipo, le successive foto dei borghi le trovate cliccando qui.